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Guerre, punto: Ucraina, Trump criticato per intesa con Putin; Riad, no ad aiuto Israele

Scritto il 13/10/2026 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/news/guerre-il-punto-ucraina-trump-sotto-attacco-per-lintesa-con-putin-sul-diesel-riad-respinge-laiuto-di-israele/

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Guerre, punto – Dopo avere sbigottito gli ucraini e gli europei, Donald Trump finisce nel frullatore delle critiche negli Usa per l’intesa sul diesel col presidente russo Vladimir Putin e la sospensione delle sanzioni sul petrolio alla Russia. Con una reazione apparentemente a scoppio ritardato, i più importanti media Usa scoprono e denunciano rischi e contraddizioni delle decisioni del magnate presidente, mettendole in relazione – e in palesa contraddizione – con quanto si sta discutendo in sede Nato.

Il Wall Street Journal, invece, scrive che l’Iran sta fortificando i siti nucleari e mobilitando il popolo in vista di una ripresa delle ostilità: il regime di Teheran è convinto che Trump intenda riprendere gli attacchi e ritiene che prepararsi a resistere sia una forma di deterrenza.

L’Arabia saudita, invece, pur in difficoltà nel confronto con gli Huthi, insorti sciiti filo-iraniani dello Yemen, ha respinto l’offerta d’aiuto militare fatta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu: Arabia saudita e Israele sono formalmente ancora in guerra e accettare l’aiuto di Israele per battersi fra musulmani non avrebbe giovato alla credibilità e alla popolarità del regime saudita.

Guerre, punto: Ucraina, Nato prepara piani, Ue adotta sanzioni
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Ucraina allo stremo nell’era Trump. Copyright: New York Times

C’è molta attenzione per i piani che la Nato sta mettendo a punto per proteggere i Paesi europei dell’Alleanza atlantica da attacchi della Russia: mentre Mosca intensifica atti di sabotaggio, ricatti e cyber-azioni contro i Paesi che appoggiano l’Ucraina, la Nato discute piani di guerra per dissuadere il Cremlino.

Il Washington Post mette in evidenza le contraddizioni tra le decisioni di Trump e gli orientamenti della Nato – e pure in ambito nato -: “I comandi militari Nato e Usa vogliono fare fronte a Mosca, ma nel contempo diffidano Kiev dall’attaccare le raffinerie russe… I segnali fra di loro contrastanti mettono a nudo le contraddizioni dell’approccio di Trump a Putin…”.

In un’opinione firmata dal suo Editorial Board, il WP scrive che, nella guerra in Ucraina, Trump sta “esercitando pressioni sulla parte sbagliata”: “Minaccia l’Ucraina di privarla delle armi americane e premia la Russia allentando le sanzioni”.

E’ una valutazione su cui gli europei concordano, almeno a giudicare dalle decisioni dei ministri degli Esteri dei 27 riuniti ieri a Lussemburgo: i ministri hanno disapprovato l’intesa Usa – Russia sul diesel – “Non è il momento di allentare le sanzioni a Mosca”, ha detto la ‘ministra degli Esteri’ europea Kaje Kallas -; e hanno imposto misure punitive a 1.600 enti e oligarchi russi e a 77 persone coinvolte nell’organizzazione delle elezioni della Duma nei territori dell’Ucraina occupati e annessi.

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Il presidenti russo Vladimir Putin e Usa Donald Trump ad Anchorage in Alaska il 15/08/2025

Il New York Times titola: “Dopo l’accordo sul diesel con la Russia, Trump affronta nuove critiche sull’Ucraina”. E racconta: “La sorprendente decisione di sospendere le sanzioni sul diesel russo ha lasciato di stucco i funzionari ucraini ed europei” che, quando è stata annunciata, erano in riunione con i negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner in un esclusivo golf club vicino a Miami.

Per il NYT, “Trump dà una mano a Putin, aiutando l’economia di guerra russa contro l’Ucraina: acquista diesel da Mosca ed esercita pressioni su Kiev perché non attacchi le raffinerie russe, che sono vitali per la macchina da guerra russa”. Il WP osserva che Trump riceve “aspre critiche bipartisan” per l’intesa sull’import di diesel dalla Russia: “Repubblicani moderati e democratici criticano l’accordo tra Trump e Putin per fornire diesel russo ai mercati globali” fatto nella speranza di calmierare l’impennata dei prezzi dell’energia planetari.

La Fox News, sotto un banner inquietante, “Alleanza letale”, dice che o comandi militari della Nato “mandano un forte avvertimento a Mosca, mentre le tensioni con la Russia si intensificano”. La Cnn ha un titolo di critica a Trump onnicomprensivo: “L’intesa con Putin, i piani di esecuzione pubblica – quella del terrorista condannato a morte che sarà fucilato in diretta streaming il 3 dicembre, ndr – e le deportazioni di massa raccontano la storia definitiva del rapporto tra Trump e il potere”.

I media europei constatano che la mossa di Trump sul diesel allontana Europa e America. Politico, da Bruxelles, scrive che “Trump dà un gro di vite contro Kiev” e che l’accordo con Putin “non è utile” né a calmierare i mercati né ad avvicinare la pace. Per Focus Europe, “Trump sta rinunciando all’Ucraina per qualche tonnellata di diesel”.

Parlando al Warsaw Security Forum Nato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato che il cessate-il-fuoco energetico annunciato da Trump in realtà non esiste e ha messo in guardia contro piani russi per destabilizzare i Paesi europei. L’Ucraina, dal canto suo, non ha rinunciato all’uso di droni di precisione per colpire critiche componenti delle raffinerie russe, che sono difficili da riparare in tempi brevi.

Guerre, punto: Iran minaccia Usa, Huthi Arabia Saudita

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Flames burn at a facility belonging to Saudi oil giant Aramco south of Riyadh on October 3, 2026. The circumstances remained unclear but in recent weeks Aramco, majority-owned by the Saudi state, has come under attack from the Houthi authorities targeting the kingdom as part of the war in Yemen where Riyadh is backing the internationally recognised government. An AFP journalist reported seeing fire engines attempting to extinguish a blaze at the energy giant’s Riyadh refinery, located south of the capital, while ambulances and police vehicles were stationed near the facility. (Photo by AFP via Getty Images)

Escalation di minacce tra Iran e Usa e di attacchi tra Huthi e sauditi. Il regime di Teheran fa sapere d’essere pronto a colpire “data center e hub IA Usa”, se di nuovo attaccato. Secondo quanto scritto sugli Appunti di Stefano Feltri, “I bombardamenti hanno indebolito il Paese, ma hanno anche alimentato il nazionalismo. Teheran punta a usare le basi americane – rivelatesi vulnerabili, ndr – ed i mercati energetici per piegare Washington”.

E c’è pure l’arma del terrorismo. Il premier britannico Andy Burnham ha ieri detto che l’incidente di sicurezza verificatosi il mese scorso nei pressi della base della Raf di Fairford, che ospitava bombardieri americani a lungo raggio, è stato “quasi certamente” orchestrato dall’Iran. Intanto, il Pentagono ha aggiornato il numero dei caduti nella guerra all’Iran: i morti sono 21, i feriti centinaia.

A Riad, l’aeroporto resterà chiuso fino a tutto venerdì 21, secondo quanto notificato alle compagnie aeree, nel timore d’ulteriori incursioni di droni dei ribelli yemeniti sciiti filo-iraniani. Le azioni degli Huthi minacciano le installazioni petrolifere saudite e la stabilità regionale. Riad, che non ha fin qui avuto aiuto da Washington, potrebbe riceverne da Pakistan e Turchia, con cui ha di recente concluso un’alleanza.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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