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Usa: midterm, le bombe sull’Iran prima delle schede nelle urne

Scritto lo 03/112026 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/news/usa-midterm-le-bombe-sulliran-prima-delle-schede-nelle-urne/

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Ancora prima che le operazioni di voto per le elezioni di midterm iniziassero negli Usa – i primi seggi aprono alle 13.00 ora italiana, sulla Costa Est -, i militari statunitensi hanno condotto “attacchi difensivi” – vuol dire che hanno colpito con missili e bombe – su obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa Donald Trump aveva appena detto che non avrebbe ordinato attacchi all’Iran prima delle elezioni, ma è diffusa l’attesa che una ripresa delle ostilità su larga scala possa avvenire dopo il voto, specie in caso di sconfitta dei repubblicani: i boati delle bombe coprirebbero l’eco del tonfo.

La notizia delle operazioni contro l’Iran è stata data dalla Ap nel cuore della notte – era poco prima delle 3 del mattino – ed ha particolare rilievo questa mattina sul Wall Street Journal: “Gli Stati Uniti colpiscono l’isola di Qeshm – un’isoletta iraniana nello Stretto di Hormuz, ndr -, mentre il presidente Trump sminuisce i rischi di guerra e dice ai giornalisti, a margine del suo ultimo comizio, ‘sono mesi che non facciamo nessuna azione militare’”. Forse, ne aveva nostalgia.

Midterm: Usa, il discorso di Trump su tubature e prati all’inglese
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il presidente Usa Donald Trump in campagna elettorale (Fonte: Il Sole 24 Ore)

Il discorso di chiusura della campagna di Trump, notano sia il WSJ che il Washington Post, sorprende giornalisti, analisti e astanti, perché il presidente, al posto di parlare della guerra all’Iran o del prezzo della benzina o del costo della vita in generale, parla dei suoi progetti per Washington, cominciando da quello che è stato un totale fallimento, il restauro della Reflecting Pool ora invasa dalle alghe.

Tutti progetti contestati in giustizia, dalla grande sala da ballo alla Casa Bianca all’arco di trionfo sulla riva destra del Potomac, dal riassetto di Lafayette Square di fonte alla Casa Bianca all’abbattimento di centinaia di alberi per migliorare un campo di golf poco fuori Washington. Per non parlare della ristrutturazione, bloccata, del Kennedy Center.

Per la Cnn, i repubblicani sperano di sventare le prospettive di una sconfitta elettorale, tra la guerra all’Iran e il costo della vita aumentato. Il presidente Trump ha speso buona parte dell’ultimo mese cercando di ravvivare l’entusiasmo in stati rossi, cioè repubblicani, che saranno oggi decisivi, ma ha poi dedicato il suo ultimo discorso – scrive la tv ‘all news’ – “a temi che stanno a cuore a lui, ma non agli elettori”.

E lo stesso concetto è sul New York Times: “Nel suo ultimo discorso, Trump parla di tubature d’acqua arrugginite, prati inglesi e colonne ornamentali, mentre il Dipartimento della Giustizia è sempre più impegnato a perseguire i suoi ‘nemici’ delle presidenziali perdute nel 2020 e a cercare di interferire nel voto di midterm, agitando lo spauracchio di brogli e con il rischio di innescare ai seggi fenomeni di vigilantismo”.

Midterm: Usa, le previsioni ‘last minute’
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A poll worker hands out stickers in Minneapolis, Minnesota. (Stephen Maturen / Getty Images)

Ma veniamo alle previsioni elettorali. Il fatto nuovo, con cui apre il WP, è che ieri la Corte Suprema ha respinto, in ultima istanza, la richiesta dell’Amministrazione Trump di escludere 20 mila suffragi californiani espressi per posta per il sospetto che provengano da persone senza diritto di voto, cioè non cittadini statunitensi. In un’analisi, il giornale scrive: “Una notte terribile attende i repubblicani. E anche questo potrebbe essere un understatement”, cioè un’espressione edulcorata. L’opinione dell’analista Henry Olsen è che i democratici conquisteranno la maggioranza sia alla Camera – e questa è opinione diffusa – sia al Senato – e questo è meno sicuro -.

Ma è pure diffusa la percezione che i democratici vinceranno perché Trump ha deluso e irritato l’opinione pubblica e non perché loro abbiano un proprio messaggio convincente.

Il giornale mette in rilievo un dato che avalla l’impressione di Olsen: in Michigan, dopo il colpo di scena della deputata democratica Haley Stevens che ha dato il suo endorsement al candidato repubblicano Mike Rogers, il vantaggio nei sondaggi del candidato democratico Abdul el-Sayef, un musulmano, sul suo rivale s’è ampliato e la sua campagna ha raccolto in un solo giorno 2,4 milioni di dollari, con 65 mila donatori, quasi la metà dei quali nuovi – piccole somme da tantissime persone diverse -.

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Abdul El-Sayed, vincitore delle primarie demcratiche per il Senato nel Michigan in vista del voto di midterm (Fonte: Facebook)

Axios e Politico puntano entrambi sul gioco di gettarsi la croce addosso e di trovare capri espiatori, che in campo repubblicano e alla Casa Bianca è già cominciato, “prima del solito” – titola Axios -. Politico scrive: ”Le primarie del ‘te l’avevo detto’ iniziano domani: pronti per un bagno di sangue, le battaglie peggiori dopo il midterm saranno all’interno di ogni partito”

Infine, Fox News: “Trump mette in guardia contro un rovesciamento radicale delle sue politiche, se i democratici prendono il controllo del Congresso”. Il titolo contraddice le affermazioni del presidente, che aveva detto che, in caso di sconfitta, lui sarebbe diventato ‘Mr Veto’ e avrebbe bloccato le iniziativa democratiche. Che poi Trump accetti la sconfitta è cosa che dobbiamo ancora vedere.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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