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Guerre, punto: escalation tra Huthi e sauditi; botte e risposte tra Trump e Zelensky

Scritto il 12/10/2026 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/news/guerre-il-punto-escalation-tra-huthi-e-sauditi-botta-e-risposta-tra-trump-e-zelensky/

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Drammatici sviluppi sui fronti delle guerre nelle ultime 48 ore: in Medio Oriente, le bombe degli Huthi sull’aeroporto di Riad e la reazione saudita; in Ucraina, una serie di ‘botte e risposte’ tra i presidenti Usa Donald Trump e ucraino Volodymyr Zelensky, mentre il russo Vladimir Putin stava a guardare (e a bombardare).

I comportamenti di Trump, che appaiono contraddittori, sono ispirati a un’unica priorità, verso il voto di midterm del 3 novembre: fare scendere il prezzo dei carburanti alla pompa, saliti del 300%, da 2 dollari circa al gallone a oltre 6 dollari al gallone. Il Wall Street Journal calcola che il 60% dell’aumento sia da attribuirsi all’aggressione israelo-americana all’Iran e il 40% alla ‘guerra delle raffinerie’ tra Ucraina e Russia.

Guerre, punto: strage all’aeroporto di Riad, che si trova scoperta e disarmata
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Riad, l’aeroporto (Agence France-Presse — Getty Images)

Gli Huthi, i ribelli yemeniti sciiti filo-iraniani, hanno attaccato più volte l’aeroporto di Riad: sabato, è stata una strage, con almeno 12 vittime e oltre 300 feriti; domenica, ci sarebbe stato un morto. Secondo i media Usa, la monarchia saudita, che ha risposto attaccando l’aeroporto di Sana, la capitale dello Yemen, presa dagli Huthi nel 2014, ha “poche frecce al suo arco”: non dispone di sufficienti difese anti-aeree e di adeguati arsenali offensivi.

In un’analisi, il New York Times scrive che “l’Arabia saudita ha poche opzioni”. Gli Huthi, invece, “puntano al cuore delle sue ambizioni” di leadership regionale. Gli attacchi letali sull’aeroporto della capitale saudita evidenziano, secondo il giornale, “la natura asimmetrica del conflitto fra i ribelli e il regno”

Usa - Trump - Mbs
June 28, 2019, Osaka, Japan: President DONALD TRUMP and Crown Prince of Saudi Arabia, MOHAMMAD BIN SALMAN share a moment during the group picture at the start of the G20 summit. (Credit Image: © Bernd Von Jutrczenka/DPA via ZUMA Press)

Per il Washington Post, “Trump sta valutando attacchi congiunti contro i ribelli” sostenuti dall’Iran. E qui sta uno dei misteri di questo conflitto: l’Arabia saudita, il miglior alleato degli Stati Uniti nella Regione, e il principe ereditario Mohamed Bin Salman, un noto sodale del magnate presidente, avevano sollecitato, fin dall’inizio dell’offensiva degli Huthi, l’intervento statunitense; ma Trump l’ha rifiutato, forse perché gli Huthi avevano assicurato che non avrebbero colpito interessi americani. Adesso, la giustificazione per cambiare rotta sarebbe che la strage di sabato all’aeroporto di Riad ha fatto almeno una vittima americana.

Per la Cnn, l’Arabia saudita ha “opzioni di risposta limitate”, mentre gli Huthi attaccano “infrastrutture critiche del regno saudita e intendono andare portare oltre la loro campagna”. E il WSJ scrive che “gli Huthi stanno girando il coltello nella piaga del principe ereditario”, l’uomo forte del regime saudita, che “si ritrova con un’economia indebolita da forti spese ed ha sottovalutato la minaccia” dei ribelli.

Guerre, punto: Ucraina, Trump decreta ‘tregua raffinerie’, ucraini e russi la ignorano
261005 guerre - Ucraina - Kiev - ponti
Un ponte di Kiev bombardato (Fonte: Rai News)

In parallelo all’escalation militare nella penisola arabica, che aggiunge elementi d’incertezza ai mercati dell’energia mondiali, c’è stato, in tutto il week-end, un rimpallo di stilettate via social tra Trump e Zelensky, mentre la Russia ha continuato gli attacchi letali su città ucraine –a Kramatosrk, nel Donbass, e a Zaporizhzhia ci sono state stragi di civili e decine di morti-.

In un crescendo di punture di spillo verbali, Trump, che addossa a Zelensky la responsabilità del ‘caro energia’, per via degli attacchi sulle raffinerie russe, ha detto che è ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente, dopo che Zelensky aveva denunciato come “un regalo alla Russia” l’intesa sul diesel tra Trump e Putin e l’alleviamento delle sanzioni sul petrolio alla Russia fino ad aprile. Zelensky ha replicato ch la decisione spetta al popolo ucraino.

Trump ha poi annunciato un cessate-il-fuoco dell’energia “immediato” tra Ucraina e Russia, che si sarebbero impegnate a non colpire l’un l’altra installazioni energetiche, nel rispetto della priorità del magnate presidente, calmierare i prezzi dell’energia. Zelensky s’è detto d’accordo sulla tregua se Putin l’ha davvero concordata con Trump e se la rispetta; lui, però, non ne sapeva nulla. In un’intervista alla Abc, il leader ucraino ha rilanciato “Se Putin accetta una tregua completa di 60 giorni, facciamo le elezioni presidenziali”.

Che la situazione sia confusa, lo indica il rinvio della missione a Mosca dei negoziatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner. L’accordo sul diesel raggiunto da Trump e Putin suscita critiche anche nell’Unione: un gruppo di senatori bipartisan contesta l’ok all’import di diesel dalla Russia, che violerebbe una legge del 2022. Le guerre è facile scatenarle; chiuderle è sempre più difficile.

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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