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Iran: Usa tornano ad attaccare, pasdaran reagiscono. Ma la guerra non doveva essere finita?

Scritto il 31/08/2026 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/news/iran-usa-tornano-ad-attaccare-pasdaran-reagiscono-ma-la-guerra-non-doveva-essere-finita/

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Iran – La scorsa notte, gli Stati Uniti hanno nuovamente colpito obiettivi militari iraniani nello Stretto di Hormuz, per la prima volta dopo una pausa di circa sei settimane, durante la quale sembrava che il presidente Usa Donald Trump avesse deciso di abbandonare il ricorso alle armi e di perseguire piuttosto l’asfissia economica del regime iraniano.

Nel dare notizia dell’attacco, l’Ap scrive che sono stati presi di mira due lanciatori di missili iraniani su un isola nello Stretto, perché le Guardie della Rivoluzione iraniane stavano preparando il lancio di missili con mine marine nello Stretto. Lo riferiscono fonti del Central Command degli Stati Uniti, che sovrintende le operazioni nell’area.

Per tutta risposta, le Guardie della Rivoluzione iraniane, i npasdaran, hanno lanciato missili contro installazioni militari americane in Giordania, che già in passato sono state attaccate e si sono rivelate vulnerabili – gli Stati Uniti vi hanno subito perdite -.

Nella giornata di domenica, la guida suprema iraniana Mojtaba Khameney aveva rivolto un appello ai Paesi musulmani perché si uniscano contro Israele e gli Stati Uniti, invitandoli a non dividersi ed a riconoscere “il vostro reale nemico”. Sabato, una petroliera era stata attaccata dall’Iran e colpita nello Stretto di Hormuz.

Questi due episodi potrebbero avere contributo a innescare l’attacco Usa, che ha avuto, come immediata conseguenza, un’impennata dei prezzi del petrolio: i mercati sono estremamente sensibili ai rumori di guerra dal Golfo Persico e, in particolare, dallo Stretto di Hormuz.

Intanto, il segretario al Tesoro Scott Bessent porta avanti la pressione economica e finanziaria anti-Iran e si prepara a sanzionare istituti di credito che mantengono rapporti con Teheran. Nell’incontro dei ministri delle Finanze del G20, Bessent cercherà di convincere altri suoi colleghi a partecipare all’azione anti-Iran per accentuare l’isolamento di Teheran.

Iran: escalation improvvisa e del tutto inattesa

Tutti i principali media Usa aprono, questa mattina, con l’improvvisa e del tutto inattesa escalation. A rincalzo della notizia, il New York Times si chiede perché gli Stati Uniti non sappiano mai finire le guerre che incominciano, prendendo lo spunto dal quinto anniversario della chiusura del conflitto più lungo mai combattuto dagli Usa, quello in Afghanistan, durato vent’anni e sostanzialmente perso. Per il giornale, la vicenda afghana dovrebbe offrire lezioni a chi vuole evitare che la guerra all’Iran diventi anch’essa senza fine.

Secondo il Washington Post, che pure apre con le fiammate di guerra nello Stretto, i vertici militari del Pentagono hanno messo in guardia, con un documento classificato, i responsabili politici, e cioè il segretario alla Guerra Pete Hegseth, sui rischi di estendere ulteriormente le operazioni di guerra contro l’Iran, che hanno già impoverito gli arsenali di missili e munizioni.

Scrive il giornale: “Numerosi leader militari hanno avvisato il segretario Hegseth che non sarebbe sostenibile prolungare le operazioni su larga scala… C’è il rischio di ridurre la capacità di far fronte ad altre minacce, in Europa, nel Pacifico o altrove”. Sempre il WP segnala che Hegseth sta però riempiendo ruoli che erano di militari con consiglieri civili di sua fiducia.

La Fox, che parla di “pericolosa escalation”, la Cnn e Axios hanno titoli analoghi. E non era mai successo ad agosto che il conflitto con l’Iran, che è ormai entrato nel suo settimo mese, monopolizzasse le aperture anche dei notiziari delle tv generaliste: all’opinione pubblica americana, le fiammate di guerra ricordano che il conflitto non è finito.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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