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Iran: Trump cambia strategia, ora è ‘tanker for tanker’; e attacca di nuovo

Scritto lo 02/09/2026 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/news/trump-iran-strategia-attacco/

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Nella guerra all’Iran, il presidente Usa Donald Trump ha una nuova strategia: secondo Axios, è ‘Tanker for tanker’ e consiste nel rispondere con attacchi americani a ogni nuovo attacco iraniano contro una petroliera nello Stretto di Hormuz.

E’ l’ennesima evoluzione dell’atteggiamento del magnate presidente contro il regime di Teheran: non chiedetemi quante ve ne siano state, nei sei mesi trascorsi dall’aggressione israelo-americana del 28 febbraio, perché ho perso il conto.

In conformità alla nuova strategia, la scorsa notte, per la seconda volta in tre giorni, gli Stati Uniti, che per sei settimane, tra luglio e agosto, avevano abbandonato l’opzione militare contro l’Iran, hanno attaccato obiettivi militari iraniani, prendendo di mira in particolare postazioni delle Guardie della Rivoluzione. Lo riferisce il Central Command, che sovrintende alle operazioni nell’area.

Le risposte iraniane sono state indirizzate contro basi Usa in Iraq, nei pressi di Erbil, e nel Bahrein: se ne ignora l’impatto, Secondo fonti iraniane, gli attacchi Usa hanno causato “danni significativi”, hanno ucciso una dozzina di persone e ne hanno ferite molte altre, facendo vittime fra i partecipanti a una festa di matrimonio.

Iran: effetto Putin su ulteriore escalation?

E’ un’ulteriore escalation nel conflitto fra Usa e Iran, dopo gli attacchi della notte tra domenica e lunedì, per impedire alle Guardie della Rivoluzione di lanciare mine nello Stretto di Hormuz. Allora, la risposta iraniana era stata indirizzata contro basi Usa n Giordania.

L’inasprimento militare negli ultimi giorni dell’atteggiamento statunitense viene stamane collegato dai media Usa alle decisioni del presidente russo Vladimir Putin d’intensificare la guerra in Ucraina e il sostegno all’Iran. Ieri, a margine del vertice della Sco in corso a Bishkek in Kirghizistan, Putin ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e gli ha ha ribadito l’appoggio all’Iran e l’intenzione di continuare a fornire al regime “beni essenziali”, in spregio alle sanzioni globali annunciate dagli Usa per ‘asfissiare’ economicamente il regime di Teheran.

Secondo un’esclusiva del Financial Times, la Russia ha segretamente fornito all’Iran tecnologia per dotarsi si missili ‘cruise’ supersonici avanzati, nome in codice C430L. La Sco è l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ed è uno degli strumenti del nuovo ordine mondiale pensato da Cina e Russia in alternativa a organismi occidentali come il G7.

Iran: Bessent stimola il G20

Le scelte economiche Usa anti-Iran – una strategia che pareva essere alternativa a quella militare, ma che ora si rivela contestuale – sono pure al centro da ieri della riunione dei ministri delle Finanze del G20, in corso in North Carolina. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent sollecita il sostegno degli alleati e dei partner e dichiara di averne ricevuto “appoggio”.

Ma il Wall Street Journal e altri media Usa riferiscono del diffuso scontento suscitato fra alleati e partner dalle scelte Usa, che fanno salire e mantengono alti i prezzi del petrolio e compromettono la crescita globale (anche con i dazi). E se Bessent incolpa la Cina di minare il consenso internazionale verso le politiche statunitensi, Pechino respinge le accuse di comportamenti commerciali scorretti.

260814 - guerre - Lincoln
La portaerei Lincoln (Fonte: CdS)

Intanto, la portaerei Usa Lincoln è giunta in Thailandia: un primo scalo dopo una missione in mare ininterrotta di circa 300 giorni. I circa 5.700 uomini a bordo, marinai, piloti, inservienti e quant’altri, possono finalmente sbarcare, dopo che le condizioni di vita a bordo – deterioratesi nel tempo – avevano creato inquietudini nell’opinione pubblica statunitense. La Lincoln è stata nel frattempo avvicendata nelle acque prospicienti il Golfo Persico dalla portaerei George Washington.

Usa: Congresso vara tampone anti – shutdown

Sul fronte interno Usa, da segnalare che, come abbondantemente previsto, il Congresso, che ha appena ripreso i lavori dopo la pausa estiva, ha subito varato e trasmesso alla firma del presidente una legge che garantisce la copertura delle spese pubbliche federali fin dopo le elezioni di midterm del 3 novembre, evitando il rischio di uno shutdown, cioè di una parziale serrata dei servizi pubblici federali, prima del voto.

Né i repubblicani né i democratici volevano rischiare di vedersi accollare dagli elettori la colpa d’uno shutdown a ridosso delle elezioni. La copertura delle spese è ora garantita fino all’11 dicembre.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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