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Guerre: Ucraina, Zelensky mostra le carte; MO, Netanyahu punta i piedi; Iran, stallo

Scritto il 17/08/2026 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/esteri/ucraina-zelensky-mostra-le-carte-mo-netanyahu-punta-i-piedi-iran-stallo/

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Guerre, un punto – Quando una guerra tace, un’altra fa la voce grossa: nel silenzio bellico (e negoziale) tra Usa e Iran, rotto nel Medio Oriente da stragi dell’esercito israeliano nel Libano meridionale e da bravate letali dei coloni israeliani in CisGiordania, fa rumore la ‘guerra dei droni’ incrociata sul Kiev e Mosca, con vittime civili dall’una e dall’altra parte, mentre dal fronte vengono indicazioni contraddittorie..

Nel frattempo, il presidente Usa Donald Trump ordina alle forze armate degli Stati Uniti di ridurre la portata delle manovre congiunte con la Corea del Sud, perché – spiega – lui ha “ottimi rapporti” con il presidente nord-coreano Kim Jong-un, che nel primo mandato lo menò per il naso più volte (tre vertici e nessun risultato); e si preoccupa di convincere la Corte Suprema che la sala da ballo alla Casa Bianca è un’assoluta priorità di sicurezza nazionale.

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A vehicle from U.S. Army’s the Stryker Combat Team crosses a floating bridge on the Namhan River during the combined river-crossing drill between South Korea and the United States as a part of the Ulchi Freedom Shield 25 in Yeoju, South Korea, Aug. 27, 2025. (AP Photo/Lee Jin-man, File)

L’ordine di ridurre la portata delle manovre giunge prima dell’inizio di due importanti esercitazioni congiunte annuali e pochi giorni dopo che la Corea del Nord, che invia truppe sul fronte ucraino e fornisce armi a sostegno dell’invasione russa, ha ripreso test di missili balistici proibiti dall’Onu. Pyongyang giudica le manovre congiunte – quasi un rito annuale – “prove di guerra” e minaccia ritorsioni.

Non è neppure escluso che la decisione di Trump abbia qualcosa a che vede con la prevista visita negli Usa in autunno del presidente cinese Xi Jinping; o dalle perdite di messi che le guerre stanno costando al Pentagono.

Guerre: Ucraina, il potere dei droni

Sul fronte ucraino, l’Ap nota che, da quando – era il 28 febbraio 2025 – il presidente Trump cacciò dallo Studio Ovale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dicendogli che “non aveva le carte” per resistere all’invasione della Russia e rifiutarsi di cedere territori, l’Ucraina ha mostrato di potere portare la guerra a casa del nemico.

Un anno fa, Trump stendeva il tappeto rosso al presidente russo Vladimir Putin, ad Anchorage. l’incontro pareva il preludio a una fine del conflitto sfavorevole a Kiev. Ma, da allora, l’Ucraina ha, con successive operazioni, distrutto o danneggiato al suolo bombardieri russi del valore di centinaia di milioni di dollari l’uno; colpito più volte infrastrutture energetiche e per la produzione di armi e depositi dell’Amazon russo; messo a repentaglio le flotte ombra di petroliere russe; alimentato l’insicurezza fra la popolazione russa, anche nelle grandi città, nella stessa capitale Mosca, attaccata con uno sciame di centinaia di droni nel fine settimana

All’offensiva ucraina, la Russia ha risposto alzando il livello e l’intensità degli attacchi sulle città ucraine e colpendo le navi cerealicole ucraine. Ogni volta, si contano vittime civili.

Numerosissimi, i droni sfuggono sempre più spesso al controllo e violano i confini della Nato: così, nei giorni scorsi, un caccia spagnolo ne ha abbattuto uno sulla Romania – si pensa russo –, dopo che un caccia italiano ne aveva abbattuto uno sulla Lettonia, quasi sicuramente ucraino.

Guerre: Ucraina, dalle guerre del Novecento alle guerre del XXI Secolo
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Ucraina allo stremo nell’era Trump. Copyright: New York Times

Mancando all’Ucraina i sistemi di difesa aerea, quei Patriot che Trump non intende per ora fornire loro, i missili russi – scrive la Repubblica, elencando i danni provocati nel fine settimana – “hanno gioco facile; ma gli ucraini non stanno a guardare … Ieri, in un solo attacco, hanno spedito 822 droni in Russia e nei territori occupati colpendo muna base missilistica in Crimea, un impianto che produce combustibile solido per i razzi nella regione di Rostov; un centro commerciale a Donetsk e un ponte ferroviario nella regione di Zaporizhzhya occupata; un nuovo centro logistico nei dintorni di Mosca dove hanno anche centrato un magazzino a Domodedovo, vicino a uno degli aeroporti della capitale”.

La guerra che pareva ‘del Novecento’ è diventata da XXI Secolo. Ma resta quella delle trincee, dove i soldati sono pure esposti alle insidie dei droni. Entrambe le parti vantano progressi locali, conquiste o riconquiste di villaggi, senza però spostare sostanzialmente la linea del fronte. E’ invece cambiata la percezione del conflitto per i cittadini russi: quelli ucraini sono ormai abituati a subirne le conseguenze; i russi hanno da poco scoperto di essere vulnerabili e sperimentano l’allarme carburante, con raffinerie sotto attacco e stazioni di servizio a corto di benzina.

Guerre: MO, Israele non molla la presa in Libano, a Gaza, in CisGiordania
260810 - Gaza - scene di vita oggi
Scene di vita a Gaza oggi (Fonte: Ong)

Sul fronte mediorientale, dove l’avvio della seconda fase del piano di pace del Board of Peace resta in stallo, si è appreso che il ‘primo genero’ degli Stati Uniti, Jared Kushner, ha avuto un incontro piuttosto insolito con i vertici di Hamas, un’organizzazione terroristica per gli Stati Uniti. Oggi, Kushner vede il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sempre nell’intento di sbloccare il piano del Board of Peace con il completo disarmo di Hamas e ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza, di cui occupa ancora oltre il 50%.

Ma la prospettiva delle elezioni politiche in Israele il 27 ottobre complica la ricerca di intese. Tanto più che Israele mantiene un atteggiamento aggressivo nel Libano meridionale, dove venerdì scorso c’è stata una strage di civili: una dozzina di vittime, donne e bambini (Israele dice che era una base di Hezbollah, la milizia sciita filo-iraniana); e in CisGiordania, dove i coloni angariano i palestinesi che ci vivono, forti di collusioni e protezioni governative e militari. Non migliorano il clima verso Israele le dichiarazioni di Ben Gvir, un leader della destra religiosa pro – governo Netanyahu, secondo cui ogni notte a Gaza vengono uccise tra le 30 e le 40 persone.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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