Usa e Iran alzano la retorica di guerra e, secondo il Financial Times, Teheran si prepara a colpire obiettivi nell’Europa sud-orientale, se il presidente statunitense Donald Trump dovesse attuare alcune delle sue recenti minacce. Fra i possibili bersagli europei iraniani citati, presenze militari degli Usa e/o dei loro alleati a Cipro e in Bulgaria.
Sempre secondo il FT, fra gli obiettivi d’una eventuale ritorsione iraniana a un nuovo attacco americano, potrebbero esserci i cavi sottomarini, tagliando i quali verrebbero perturbate le comunicazioni in tutta l’area con ripercussioni in tutto il mondo.
Iran: le mosse di Trump irrigidiscono il regime di Teheran
Ieri, Trump aveva postato un’immagine dello Stretto di Hormuz con la scritta provocatoria ‘Nuovo Territorio degli Stati Uniti’: una dizione urticante sia per l’Iran che per l’Oman, essendo i due Stati litoranei del tratto di mare. Nei giorni scorsi, Trump aveva espresso l’intenzione di annettersi lo Stretto, minacciando l’Oman di bombardarlo, se si fosse intromesso nei negoziati tra Iran e Usa – tra Iran e Oman, ci sarebbe un’intesa per controllare la navigazione nello Stretto -.
Ieri, pero, il magnate presidente ha negato l’esistenza di trattative tra Iran e Usa (fino al giorno prima, sosteneva che i negoziati procedevano e Teheran lo smentiva). Al post di Trump, l’Iran ha prontamente risposto: “Non s’illuda”.
La Cnn apre il suo sito con una notizia contro-corrente rispetto a quanto s’era finora detto e scritto, citando i dati di una società che monitora le rotte delle navi, L’Iran avrebbe perso “il modo significativo” il controllo dello Stretto di Hormuz e l’80% delle navi che vi transitano scelgono ormai rotte alternative a quelle volute dall’Iran – certo, bisogna poi vedere quali sono i volumi di traffico attuali rispetto a quelli pre-conflitto -.
Sempre secondo la Cnn, l’atteggiamento di Trump verso Teheran è di nuovo cambiato ed è ora più incline a schiacciare economicamente il regime che a negoziare, mentre a Teheran la componente più radicale sta prendendo il sopravvento. Indicazione, quest’ultima, confermata dal Financial Times. Se è vero, c’è più da temere una recrudescenza del conflitto che da sperare in una pace.
Le cronache di ieri hanno pure riferito di un allarme aereo a Dubai: due missili sarebbero stati intercettati, ma l’Iran ha smentito di essere l’autore dell’attacco. L’azione, se fosse confermata, potrebbe essere opera di milizie che operano nell’area.
Ucraina: fronte resta incandescente
Se il fronte iraniano si surriscalda a parole, quello ucraino resta incandescente con attacchi incrociati notturni su obiettivi ucraini e russi. Quasi 800 i droni lanciati da Kiev l’altra notte: se ne ignora l’effetto. Attacchi russi hanno invece fatto dieci morti nell’area di Kharkiv.
Per la Cnn, l’Ucraina è ormai a corto di difese anti-aeree e anti-missili e, in particolare, di missili Patriot, mentre il Washington Post scrive che la popolazione russa sta prelevando i soldi in banca, essendosi diffuse voci di prelievi forzosi per sostenere le spese di guerra.
Usa: primarie e dazi con Canada più che tamburi di guerra
Nonostante i tamburi di guerra, l’attenzione dei principali media degli Stati Uniti questa mattina è quasi tutta concentrata sull’esito delle ennesime primarie svoltesi ieri in Florida, California, Wyiming e Alaska, in vista del voto di midterm del 3 novembre. In palio, candidature democratiche e repubblicane a Camera Senato e alla Camera e, in qualche caso, a governatore. I risultati, specie quelli della Florida e della California, mostrano qualche sorpresa in entrambi i campi e appaiono difficili da decifrare.
Fra i democratici, i progressisti ottengono successi in Florida e sconfitte in California, Fra i repubblicani, l’aspirante governatore del Wyoming sostenuto da Trump viene battuto.
C’è anche molto spazio per l’inattesa decisione del magnate presidente di sospendere, a poche ore dall’entrata in vigore, e per soli tre giorni, i dazi del 50% su una parte dell’import dal Canada, perché un’intesa fra Washington e Ottawa sarebbe vicina – Ottawa, per, è molto più prudente -.














