HomeUsaTrump 2: Stefanik no Onu, blindata maggioranza Camera; tagli a programmi per...

Trump 2: Stefanik no Onu, blindata maggioranza Camera; tagli a programmi per diversità

Scritto il 28/03/2025 per The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/news/trump-2-blindata-la-maggioranza-alla-camera-con-il-ritiro-di-stefanik-dallonu-tagli-al-programma-per-la-diversita/

-

Trump 2 – In attesa dell’esito della visita in Groenlandia del vice-presidente Usa JD Vance con la moglie Usha e del consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Waltz, l’attenzione è oggi polarizzata dalla decisione della Casa Bianca di ritirare la candidatura della deputata Elise Stefanik, ‘suffragetta’ trumpiana, a rappresentante degli Usa all’Onu.

E’ la prima volta che Trump ritira una propria scelta, a parte l’abbandono quasi obbligato dell’ex deputato Matt Gaetz, designato alla Giustizia, ma travolto dalle polemiche su suoi comportamenti personali.

Come spiegano concordi i media Usa, che danno tutti rilievo alla vicenda, il ritiro di Stefanik è una scelta di politica interna: non ha nulla a che vedere con la conferma della designazione al Senato, dove la deputata di New York sarebbe passata senza problemi, ma c’entra piuttosto con le difficoltà dei repubblicani alla Camera.

Scrive il New York Times: “Trump vuole che Stefanik resti al Congresso per consolidare la risicata maggioranza repubblicana alla Camera e proteggere il suo seggio”, che, in caso di suppletive, sarebbe fortemente a rischio. L’Ap parla “di preoccupazioni dei repubblicani” per la maggioranza alla Camera. Molti media definiscono, comunque, “sorprendente” la decisione della Casa Bianca.

In realtà, come evidenzia il Washington Post, tutto parte dalle preoccupazioni elettorali repubblicane. Che possono apparire sorprendenti, se non si conosce la situazione: i repubblicani hanno alla Camera 218 seggi su 435, giusto giusto la maggioranza, e ci sono quattro seggi vacanti, due di democratici deceduti (che possono essere rivinti dai democratici) e due di repubblicani della Florida dimessisi – Gaetz e Waltz, che, non è al massimo della popolarità per le polemiche sul Signal-gate – (che rischiano di andare perduti).

Facendo l’ ‘en plein’, e conquistando a New York il seggio della Stefanik, i democratici avrebbero strappato ai repubblicani la maggioranza alla Camera. Per non correre rischi, Trump ha chiesto, alias ordinato, a Stefanik di rimanere dov’è. Resta da vedere chi sarà designato all’Onu.

Trump 2: il Signal-gate diventa battaglia giudiziaria

250325 - Trump 2 - Vance - Hegseth - WalzIntanto, il Signal-gate si arricchisce di nuovi risvolti. Un giudice federale già espostosi contro il Trump 2, James Boasberg, al centro del braccio di ferro con l’Amministrazione sulla deportazione di immigrati venezuelani in base a una legge del 1797, ha disposto che la chat sull’attacco a installazioni degli Huthi nello Yemen venga preservata – non sia cioè distrutta -, in attesa di eventuali ulteriori accertamenti giudiziari.

Trump 2: guerra alla ‘cultura della diversità’
250328 - Trump 2 - Smithsonian
L’edificio centrale del complesso museale della Smithsonian Institution a Washington (Fonte: Wikipedia)

La guerra alla ‘cultura della diversità’ si arricchisce di nuovi episodi.  Con un ennesimo ordine esecutivo, Trump ha ulteriormente chiarito l’intenzione di ridefinire la Smithsonian Institution, l’ente che cura i musei di Washington fra i più prestigiosi e i più belli del Mondo intero. L’ordine blocca o limita i finanziamenti a programmi con “narrative divise” o “ideologie improprie” e affida al vice di Trump, Vance, il compito di “rimuovere da programmi e collezioni le ideologie improprie”, cioè in particolare la ‘cultura della diversità’: interessa i musei, i corsi, i centri di ricerca e persino lo zoo nazionale.

L’Istituzione, cui è affidato il compito di preservare la storia americana, risale al 1846 e a un atto del Congresso e opera in modo indipendente, con partnership tra pubblico e privato. Nel tempo la Smithsonian ha allargato la propria attività per abbracciare una più ampia, più ricca e più diversa narrativa sulla storia della Nazione.

Trump 2: la rubrica dei tagli e dei licenziamenti

In parallelo, vanno avanti i programmi di ridimensionamento dell’apparato e dei fondi dell’Amministrazione pubblica. Il Washington Post ha l’esclusiva di un documento interno alla Casa Bianca che prevede tagli dall’8 al 50% dei dipendenti delle agenzie federali, con effetti ancora indeterminati a lungo termine.

In particolare, fra i provvedimenti decisi o allo studio, ci sono tagli di 10 mila posti di lavoro al Dipartimento alla Sanità e ai servizi umani, retto da Robert F. Kennedy jr, il Kennedy transfuga dai valori democratici al campo trumpiano, ‘no vax’ e negazionista, che progetta drastiche riduzioni ai finanziamenti per i centri di riabilitazione dalla droga all’interno e per i programmi di vaccinazione all’estero.

Sempre per motivi di risparmio e d’asserita maggiore efficienza, il Dipartimento della Giustizia progetta di fondere due agenzie dalle sigle rese famose da film e serie televisive,  la Dea, l’anti-droga’, e l’Atf, che si occupa di armi ed esplosivi, alcol e tabacco; e intende pure fondere gli uffici dell’Interpol e degli sceriffi.

Il Washington Post ha anche scoperto un cavillo burocratico con il quale il Trump 2 si prepara a cassare milioni di finanziamenti federali per portare avanti l’agenda fatta di risparmi e riduzioni dell’apparato federale

 

gp
gphttps:
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

ULTIMI ARTICOLI

usa 2020

coronavirus - elezioni - democrazia - ostaggio

Coronavirus: elezioni rinviate, democrazia in ostaggio

0
Elezioni rinviate, elezioni in forse, presidenti, premier, parlamenti prorogati: la pandemia tiene in ostaggio le nostre democrazie e, in qualche caso, le espone alla...