HomeEuropaUcraina: intreccio contatti Trump-Putin-Zelensky-europei, la pace di Capodanno non ci sarà

Ucraina: intreccio contatti Trump-Putin-Zelensky-europei, la pace di Capodanno non ci sarà

-

In Ucraina, non ci sarà la pace di Capodanno. L’obiettivo, apparentemente comune, è quello di porre fine al conflitto. Ma, nonostante tutti dichiarino progressi dopo l’intreccio di contatti di ieri, difficoltà, differenze e incognite restano. Tant’è vero che il presidente Usa Donald Trump colloca l’ipotesi di un accordo “fra due settimane”: la sua unità di misura preferita, che – lo abbiamo ormai capito – vuole dire “prima o poi e forse mai”. In un’ottica europea, Le Monde, stamane,, sulla base di quanto emerso, giudica “incerte” le prospettive d’una fine del conflitto.

Dopo il loro incontro a Mar-a-lago, in Florida, Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sfoderano torni fiduciosi: gli Stati Uniti faciliteranno colloqui tra russi e ucraini a gennaio, che finora hanno però prodotto solo scambi di prigionieri. Trump, che prima di vedere Zelensky, aveva lungamente parlato al telefono con il presidente russo Vladimir Putin – anche lì, toni positivi – ammette che il processo di pace resta “molto complicato”. L’incontro con Zelensky s’è poi allargato a una consultazione virtuale con i leader europei, presente pure la premier italiana Giorgia Meloni.

Quando tutto era finito, Zelensky ha ringraziato Trump su X e ha annunciato che i team statunitense e ucraino “si incontreranno già la prossima settimana per finalizzare tutte le questioni discusse” e che “Trump ospiterà i leader ucraini ed europei a Washington a gennaio”. “Abbiamo avuto – scrive Zelensky – una discussione approfondita su tutti i temi e apprezziamo molto i progressi compiuti… nelle ultime settimane…”.

Dopo avere ringraziato tutti i negoziatori, il presidente ucraino prosegue: “Abbiamo discusso tutti gli aspetti del contesto della pace e ottenuto risultati significativi. E abbiamo discusso la sequenza delle azioni future. Abbiamo concordato che le garanzie di sicurezza sono fondamentali per avere una pace duratura… I nostri team continueranno a lavorare su tutti gli aspetti…”.

250930 - MO: Netanyahu e Trump
Stretta di mano alla Casa Bianca tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trumpo (Fonte: Ap)

Oggi, il magnate presidente avrà modo di testare lo stato dei suoi rapporti con il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un altro incontro – sempre a Mar-a-lago – molto atteso, che dovrebbe porre le basi per il passaggio alla seconda fase del piano di pace per la Striscia di Gaza approvato a inizio ottobre: il disarmo di Hamas e la creazione e l’insediamento di un’Amministrazione internazionale sulla Striscia con una forza di stabilizzazione internazionale.

Nelle ultime settimane, le ripetute e letali violazioni della tregua da parte israeliana nella Striscia – oltre 400 le vittime -, le violenze dei coloni in Cisgiordania tollerate dal governo israeliano e l’aggressività di Netanyahu verso il Libano e non solo hanno irritato il magnate presidente, che teme che la sua immagine di grande pacificatore ne venga compromessa.

Ucraina: Trump – Zelensky e gli altri contatti

Le dichiarazioni di Trump dopo i contatti di domenica sono state, come spesso accade, vaghe e pure contraddittorie: nell’intento di mostrarsi ottimista accanto al presidente ucraino, Trump ha detto che un accordo “è vicino” e che il loro colloquio è stato preceduto dalla lunga e “molto costruttiva” telefonata con Putin: “Qualcuno direbbe che siamo al 95%… Io non so la percentuale: abbiamo fatto molti progressi”; restano, però, “uno o due temi spinosi”. O si risolvono, e il conflitto finirà, o “andrà avanti per molto tempo”, è l’analisi del magnate presidente, che aveva detto la stessa cosa prima dell’incontro con Zelensky.

Uno dei nodi è il Donbass. “E’ una questione difficile. Abbiamo  posizioni diverse con la Russia”, ribadisce Zelensky. Trump chiosa: “Non direi che su questo punto c’è accordo, ma ci stiamo avvicinando e siamo più vicini di quanto probabilmente non fossimo…”.

251229 Ucraina - scene di guerra
Una scena di guerra in Ucraina

Altro nodo da sciogliere è la possibile tregua: “Ci stiamo lavorando, capisco Putin su questo punto”, osserva Trump. Nella loro telefonata, i presidenti Usa e russo hanno concordato – assicurano fonti del Cremlino – sul fatto che una tregua prolungherebbe solo le ostilità e che ci voglia una pace subito. Posizione, del resto, già emersa dal vertice fra i due ad Anchorage in Alaska il 15 agosto.

Irrisolto è anche il problema della centrale nucleare di Zaporizhzhia: il leader del Cremlino, che – dice Trump – “è molto serio” nel volere la pace”, ci “sta lavorando con l’Ucraina”.

Per ora, un incontro a tre resta difficile: “Ci sarà al momento giusto”, assicura Trump, riferendo che la Russia “contribuirà” alla ricostruzione dell’Ucraina. Dopo il faccia a faccia con Zelesnky, allargato alle rispettive delegazioni, Trump si è collegato coi leader europei. L’Europa avrà un ruolo nelle  garanzie di sicurezza per Kiev: “Ci sarà un’intesa sulla sicurezza… Sarà un accordo solido… Le nazioni europee sono coinvolte…”, afferma Trump. Zelensky prisopetta l’ipotesi di un incontro, alla Casa Bianca, a gennaio, fra Trump e gli europei.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen rileva da Bruxelles: “Sono stati fatti progressi significativi, che accogliamo con favore. L’Europa è pronta a continuare a lavorare con l’Ucraina e coi nostri partner statunitensi per consolidarli. Fondamentale è disporre di garanzie di sicurezza incrollabili fin dal primo giorno”.

Per Zelensky, la visita a Mar-a-Lago – la prima, fra le sette le occasioni in cui quest’anno ha visto Trump – è stata una prova cruciale. Il presidente ucraino è arrivato in giacca ed è apparso sereno accanto a Trump, nonostante i rapporti non sempre facili fra i due, a partire dallo scontro di febbraio nello Studio Ovale.

Questa volta, i toni sono apparsi diversi: il magnate presidente lo ha elogiato e lo ha definito coraggioso; e Zelensky ha messo sul tavolo la possibilità di un referendum sul piano di pace, un’apertura ritenuta significativa perché indica che Kiev non esclude più concessioni territoriali. E Zelensky è anche disponibile, in caso di accordo, a indire le prime elezioni presidenziali dal 2019 – una richiesta di Mosca condivisa da Trump – a patto che la sicurezza sia garantita.

Il magnate presidente non esclude di recarsi in Ucraina e di parlare al Parlamento di Kiev. Ma l’incognita più pesante è la risposta di Mosca: c’è chi dubita che il Cremlino sia veramente interessato a chiudere la guerra, come dimostrato dagli incessanti attacchi sulle città ucraine. Non è un caso che le ultime notti siano state fra le più dense di attacchi in assoluto, con vittime pure civili.

gp
gphttps:
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

ULTIMI ARTICOLI

251215 - Sydney - strage - attentato

Sydney: strage in attentato antisemita; MO e Ucraina, passi di pace

0
Mentre l’attentato di Sydney fa suonare in tutto il Mondo l’allarme contro l’anti-semitismo, comincia una settimana cruciale per le speranze di pace nella Striscia...

usa 2020

coronavirus - elezioni - democrazia - ostaggio

Coronavirus: elezioni rinviate, democrazia in ostaggio

0
Elezioni rinviate, elezioni in forse, presidenti, premier, parlamenti prorogati: la pandemia tiene in ostaggio le nostre democrazie e, in qualche caso, le espone alla...