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Usa 2024: una sentenza “mostruosa” e gaffes senili

Scritto il 12/07/2024, in versioni diverse, per il blog de Il Fatto Quotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/12/usa-2024-biden-la-sfanga-strada-spianata-per-trump/7620971/ e per Key4biz https://www.key4biz.it/usa-2024-una-sentenza-mostruosa-e-gaffe-senili-la-strada-per-la-casa-bianca-e-spianata-per-trump-e-accidentata-per-biden/497419/

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Usa 2024 – Dopo il flop di Joe Biden nel dibattito televisivo con Donald Trump, una sentenza “mostruosa” della Corte Suprema degli Stati Uniti – la definizione è del segretario alla Giustizia dell’Amministrazione Obama, Eric Holder – altera ulteriormente la corsa alla Casa Bianca a favore del magnate ex presidente.

E, quasi a favorire il rivale, il presidente ci mette del suo tra gaffes e balbettii, mentre intorno a lui è tempesta fra i democratici: un partito “nel panico” o “in Purgatorio” – le citazioni sono dei media ‘liberal’ Usa -, con notabili come Nancy Pelosi – una che di ottuagenari se ne intende: ha 84 anni – e donatori, congressman e stelle di Hollywood come George Clooney che chiedono da Biden di farsi da parte.

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Former President Donald Trump is one of many Republicans who has sat back and watched the Biden campaign’s recent struggles. Doug Mills/The New York Times

Ma lui, per il momento, sostiene di essere il candidato più qualificato per battere Trump, che, mentre lui affronta mille impegni, “non fa nulla, gioca a golf”; anzi, dice, è “l’unico” che può farlo. Nell’attesissima conferenza stampa di ieri sera, lunga quasi un’ora e con 11 domande alla chiusura del Vertice Nato, nel 75° anniversario del Trattato dell’Atlantico del Nord, il presidente non molla e resta in lizza: mostra una competenza sui dossier che il presidente francese Emmanuel Macron gli riconosce pubblicamente; ma vigore e concentrazione non sempre lo sorreggono.

Usa 2024: la via giudiziaria anti-Trump ostruita dalla Corte Suprema

A questo punto, la via alla Casa Bianca è solo politica: quella giudiziaria è stata ostruita. I processi, ben tre, che attendono Trump per reati federali non potranno di sicuro iniziare prima delle elezioni del 5 novembre e potrebbero non essere mai celebrati, perché la sentenza della Corte Suprema autorizza Trump, se sarà di nuovo presidente, a ordinare al Dipartimento della Giustizia di revocare le accuse ed, eventualmente, a concedersi la grazia.

La Corte Suprema, con verdetti tutti formulati con criteri politici – i sei giudici conservatori, di cui tre scelti da Trump, a favore; i tre progressisti contro -, ha anche messo paletti alle inchieste contro le migliaia di facinorosi protagonisti dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Nell’opinione di minoranza in dissenso, la giudice Sonia Sotomayor ne mette in risalto le potenziali conseguenze: un presidente potrebbe intascare mazzette in cambio d’una grazia o d’un provvedimento legislativo; inscenare un colpo di stato per restare al potere – come, in fondo, avvenne il 6 gennaio 2021 – o ordinare l’uccisione di un rivale politico, senza potere essere mai chiamato a risponderne.

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L’incontro a Mar-a-lago tra Donald Trump e il premier ungherese Viktor Orban (Fonte: La Stampa)

E gli avvocati del magnate hanno pure chiesto di annullare la condanna nel processo a New York per avere tenuto celate agli elettori, con mezzi illeciti, informazioni a lui pregiudizievoli durante Usa 2016. I legali sostengono che la condanna contrasta con la sentenza della Corte Suprema, che riconosce al presidente l’immunità per gli atti pertinenti al suo mandato, anche se i fatti contestati sono tutti avvenuti prima che Trump divenisse presidente. Il verdetto sulla pena, che doveva essere pronunciato ieri, è intanto slittato al 18 settembre, a sette settimane da Usa 2024.

Oltre che giocare a golf, come dice Biden, Trump continua a fare campagna e dovrebbe presto annunciare il suo vice, in vista della convention repubblicana la prossima settimana. Oggi, gli fa visita a Mar-a-lago in Florida il premier ungherese Viktor Orban, che porta avanti la sua ‘diplomazia alternativa’ rispetto ai colleghi europei, dopo essere stato a Kiev, Mosca e Pechino.

… di qui in avanti https:/2024/07/12/usa-2024-115-biden-se-la-cava/

Usa 2024 115 – Nonostante lapsus e balbettii, Joe Biden se la cava nella conferenza stampa lunga quasi un’ora e con 11 domande che chiude la tre giorni del Vertice Nato, nel 75° anniversario del Trattato dell’Atlantico del Nord. Il presidente, attesissimo alla prova, dopo il flop nel dibattito televisivo con Donald Trump il 27 giugno e sotto pressione perché lasci la corsa da parte di congressman e donatori, non molla e resta in lizza: mostra una competenza sui dossier che il presidente francese Emmanuel Macron gli riconosce pubblicamente e sostiene di essere il candidato più qualificato per battere Trump, che, mentre lui affronta mille impegni, “non fa nulla, gioca a golf”; anzi, dice, è “l’unico” che può farlo. ….

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche.Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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